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Credito d’imposta Mezzogiorno per beni strumentali: la nuova misura di incentivazioni fiscali per l’acquisizione di beni strumentali nuovi anche non industria 4.0

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Indice dei contenuti

Credito d’imposta Mezzogiorno: Soggetti Beneficiari

I soggetti beneficiari sono le piccole, medie e grandi imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Rientrano tra i beneficiari anche coloro che intendono accedere al credito d’imposta per investimenti:
– nei Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016 (Credito d’imposta Sisma);
– nelle Zone Economiche Speciali (ZES). 

L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori seguenti:

  • industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche;
  • settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Per i crediti d’imposta Sisma e ZES sono esclusi dal beneficio anche i soggetti che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura. L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in difficoltà.

Credito d’imposta Mezzogiorno: Progetti Ammissibili

I progetti ammissibili riguardano gli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive situate nei territori delle aree del Mezzogiorno relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente.

Rientrano tutti gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature con i seguenti requisiti :

  • I beni devono essere strumentali all’attività d’impresa e parte del ciclo produttivo aziendale;
  • I beni devono essere nuovi;
  • I beni acquisiti tramite leasing sono agevolabili ma deve essere esercitata l’opzione di acquisto.

Sono esclusi:

  • beni merce;
  • trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita;
  • materiali di consumo.

Inoltre, sono esclusi gli investimenti di mera sostituzione.

Ogni impresa può presentare una o più comunicazioni nello stesso anno, ciascuna comunicazione potrà avere ad oggetto uno o più progetti d’investimento. In funzione della dimensione dell’impresa, ciascun progetto di investimento dovrà rispettare i seguenti limiti:

  • 3 milioni di euro per piccole imprese; 
  • 10 milioni di euro per medie imprese; 
  • 15 milioni di euro per grandi imprese.

Con l’art. 5 del decreto-legge n. 91 del 2017 è stato previsto che, in relazione agli investimenti effettuati nelle zone economiche speciali (ZES), il Credito è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. Tale limite è stato, da ultimo, elevato a 100 milioni di euro dall’articolo 57, comma 1, lett. b), n. 4, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77.

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Credito d’imposta Mezzogiorno: Tipo di agevolazione ed entità stanziamento

  • La legge di stabilità 2016 ha istituito a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo);
  • Con la legge di bilancio 2020 (articolo 1, comma 319, della legge 27 dicembre 2019, n.160) è stata disposta la proroga del suddetto termine al 31 dicembre 2020;
  • Con la legge di bilancio 2021 (articolo 1, comma 171 della legge 30 dicembre 2020 n.178) è stata disposta una ulteriore proroga della misura al 31 dicembre 2022.

Il Credito d’Imposta è un beneficio fiscale, utilizzabile esclusivamente come credito per la compensazione delle spese tributarie sostenute tramite F24, come IVA, IMU, contributi previdenziali mediante Entratel o Fisconline.

Per le Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise, nonché per gli investimenti effettuati nelle ZES, sono applicate le seguenti percentuali per il calcolo dell’intensità massima di aiuto:
– PICCOLE IMPRESE: 45%
– MEDIE IMPRESE: 35%
– GRANDI IMPRESE: 25%

Per la Regione Abruzzo sono applicate le seguenti percentuali:
– PICCOLE IMPRESE: 30%
– MEDIE IMPRESE: 20%
– GRANDI IMPRESE: 10%

Cumulabilità del Credito d’imposta Mezzogiorno

Il credito d’imposta è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento. 
Ad esempio è cumulabile con il Bando Beni strumentali Nuova Sabatini e con il Credito d’imposta in beni strumentali.

Credito d’imposta Mezzogiorno: ITER

La legge di bilancio per il 2020 (articolo 1, comma 316, legge n. 160 del 2019) e la legge di bilancio per il 2021 (articolo 1, comma 171, legge n. 178 del 2020) hanno disposto la proroga, rispettivamente, del credito d’imposta per gli investimenti nelle ZES e del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono compilare e presentare all’Agenzia delle entrate un’apposita comunicazione; la trasmissione avverrà sullo stesso sito, tramite il software CIM17.

L’autorizzazione o meno alla fruizione del credito d’imposta è comunicata dall’Agenzia delle entrate in via telematica mediante un’apposita ricevuta resa disponibile nella sezione “Ricevute” dell’area autenticata dei Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate, cui si accede inserendo le credenziali di accesso (nome utente, password, codice PIN) .

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