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A partire dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore un nuovo incentivo che andrà a sostituire i piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0.

L’obiettivo è sostenere le imprese che vogliono continuare a investire in tecnologie, automazione e sostenibilità, rendendo più vantaggioso il processo di innovazione.

Si tratta di una misura che punta a unificare i modelli 4.0 e 5.0 — una “transizione gemella”, come è stata definita — per semplificare l’accesso alle agevolazioni e garantire continuità agli investimenti delle imprese italiane.

 

Indice dei contenuti

Maggiorazioni fiscali più alte per chi investe in innovazione

Il nuovo incentivo prevede una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali, che si traduce in un beneficio diretto in termini di minori imposte sui redditi.

In sostanza, l’impresa potrà dedurre fiscalmente un valore superiore a quello effettivamente investito.

Le aliquote previste sono:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro.

Tradotto in termini pratici, considerando un’IRES al 24%, si parla di un vantaggio fiscale che può arrivare fino al 43% per gli investimenti di minore entità.

Rientrano nel beneficio anche i beni immateriali, come i software compresi nell’Allegato B, confermando la volontà del Governo di sostenere non solo la modernizzazione produttiva ma anche quella digitale.

 

Maggiorazioni “green” per chi punta alla sostenibilità

Per gli investimenti che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica, le aliquote aumentano ulteriormente:

  • 220% fino a 2,5 milioni di euro (beneficio circa del 52,8%);
  • 140% da 2,5 a 10 milioni (beneficio circa del 33,6%);
  • 90% da 10 a 20 milioni (beneficio circa del 21,6%).

Sono inoltre ammissibili gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, destinati all’autoconsumo aziendale.

Per accedere alle aliquote maggiorate, sarà necessario dimostrare una riduzione dei consumi energetici: almeno il 3% sull’intero stabilimento oppure il 5% sul processo produttivo coinvolto.

In alcuni casi, come la sostituzione di macchinari obsoleti o gli interventi realizzati tramite ESCo con contratto EPC, la riduzione potrà essere considerata “presunta”, semplificando la procedura.

 

Modalità operative e tempistiche

L’agevolazione sarà valida per gli investimenti effettuati nel corso del 2026, con la possibilità di completare la consegna dei beni entro il 30 giugno 2027.

Per rientrare nella misura sarà necessario che l’ordine venga accettato dal fornitore e che sia versato un acconto di almeno il 20% entro il 31 dicembre 2026.

La gestione della piattaforma per la presentazione delle pratiche sarà affidata al GSE – Gestore dei Servizi Energetici, come già accaduto con il piano Transizione 5.0.

L’incentivo sarà cumulabile con altre agevolazioni nazionali o europee, purché non si riferiscano agli stessi costi e non superino l’importo complessivo dell’investimento.

 

Un’occasione concreta per le PMI

Con questo nuovo piano, il Governo intende dare continuità alle misure di finanza agevolata che negli ultimi anni hanno favorito la digitalizzazione e l’ammodernamento del tessuto industriale italiano.

Per le PMI, in particolare, si tratta di un’occasione importante per pianificare con anticipo i propri investimenti, potendo contare su una misura più semplice, più inclusiva e con un forte orientamento alla sostenibilità.

Anche le imprese che stanno valutando nuove linee produttive, automazioni o software gestionali potranno beneficiare delle maggiorazioni fiscali previste, ottenendo un vantaggio concreto in termini di competitività e risparmio.

 

Make Finance accompagna le imprese in questa nuova fase

Il nuovo incentivo sarà uno dei temi centrali dei prossimi appuntamenti di approfondimento che Make Finance dedicherà alle novità in materia di finanza agevolata.

Nelle prossime settimane verranno condivisi aggiornamenti, analisi e momenti di confronto per aiutare le imprese a comprendere come sfruttare al meglio le nuove agevolazioni previste dal 2026.

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